Barche sospese
Simonetta Tolot
In Barche sospese l’artista affronta il tema dell’attesa e della quiete attraverso un linguaggio pittorico essenziale e profondamente lirico. La barca, collocata al centro della composizione, non è un mezzo in movimento ma una presenza ferma, raccolta, quasi in ascolto dello spazio che la circonda.
L’ambiente urbano sullo sfondo è appena suggerito: architetture e pontili emergono per frammenti, dissolti da velature leggere che attenuano ogni definizione. La città perde consistenza materiale e diventa atmosfera, memoria lontana. La luce diffusa, priva di contrasti netti, contribuisce a creare una scena silenziosa, sospesa tra cielo e acqua.
L’acqua svolge un ruolo centrale. Non riflette in modo speculare, ma assorbe e restituisce forme e colori in maniera fluida e instabile. Le pennellate morbide e le trasparenze costruiscono un ritmo lento, accompagnando lo sguardo verso il riflesso della barca, che appare quasi più fragile dell’oggetto reale.
Dal punto di vista stilistico, l’opera dialoga con la tradizione impressionista per l’attenzione alla luce e all’atmosfera, ma si colloca in una dimensione più intima e contemplativa. Il gesto pittorico è misurato, il segno essenziale, il vuoto diventa parte attiva della composizione.
Barche sospese non racconta un luogo preciso né un evento. È una pittura dello stato d’animo, in cui la barca diventa metafora di un tempo trattenuto, di una pausa necessaria. Un’immagine che invita a rallentare, a sostare, ad abitare il silenzio.


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