Diario di bordo
Simonetta Tolot
In Diario di bordo Simonetta Tolot riduce la scena all’essenziale, trasformando l’immagine in una sorta di appunto visivo, intimo e sospeso. La barca non è descritta nei dettagli, ma suggerita attraverso pochi segni decisi e velature leggere, come se fosse stata annotata in fretta, affidata alla memoria più che allo sguardo.
La composizione è costruita su un equilibrio fragile tra verticali e orizzontali: il palo centrale diventa asse visivo e simbolico, una sorta di riferimento stabile in uno spazio che si dissolve. Attorno, l’acqua e il paesaggio retrostante perdono consistenza, sciogliendosi in campiture morbide e trasparenze che attenuano ogni confine.
Il colore è misurato, mai dominante. I toni neutri e terrosi dialogano con accenti caldi e improvvisi, come tracce emotive che emergono dal silenzio. Le colature, le interruzioni del segno e le parti lasciate al bianco della carta introducono un ritmo lento, fatto di pause e respiri.
Dal punto di vista stilistico, l’opera si colloca in una dimensione lirica e contemplativa. L’acquerello non è utilizzato per descrivere, ma per evocare: diventa linguaggio di sottrazione, capace di trasformare un soggetto reale in esperienza interiore.
Diario di bordo non racconta un viaggio, ma il suo tempo sospeso. È una pittura che conserva tracce, come una pagina scritta a margine, dove ciò che conta non è l’approdo, ma l’attimo trattenuto tra partenza e ritorno.


Recensioni
Ancora non ci sono recensioni.