Venezia emerge come visione interiore più che come luogo reale.
Canali, ponti e architetture si dissolvono nella luce e nell’acqua, affidati a velature leggere e silenzi cromatici.
Il tempo rallenta, lo spazio diventa memoria.
Ogni opera restituisce l’atmosfera fragile e sospesa della città, lontana dalla descrizione e vicina all’emozione.
Una Venezia intima, contemplativa, trattenuta.

In queste opere Venezia non è mai descritta in modo narrativo: è evocata. L’acqua diventa spazio di riflessione e trasformazione, il bianco della carta amplifica la luminosità e il tempo sembra rallentare. Ogni scorcio è un frammento emotivo, una visione sospesa tra realtà e memoria.

Il linguaggio pittorico dialoga con l’Impressionismo per l’attenzione all’atmosfera e alla percezione, ma trova una voce contemporanea nella sottrazione e nell’intimità del gesto. Venezia è qui luogo mentale, fragile e vibrante, in cui lo sguardo è invitato a sostare.

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