San Marco Dream
Nel delicato equilibrio tra sogno e realtà, San Marco Dream si rivela come una visione sospesa, una Venezia filtrata attraverso la memoria dell’acqua e della luce. L’artista sceglie la tecnica dell’acquerello non come semplice mezzo, ma come linguaggio poetico capace di dissolvere i contorni e lasciare che le forme emergano come apparizioni.
La Basilica di San Marco, riconoscibile ma non descritta, affiora da un pulviscolo di toni neutri, avvolta da una nebbia che sa di tempo e silenzio. I riflessi violacei e blu attraversano la scena come ricordi liquidi, mentre le pennellate verticali, sciolte e cangianti, suggeriscono un moto interno, una vibrazione emotiva. La folla, ridotta a macchie di colore, è il ritmo della vita che scorre sulla superficie di un sogno, dove ogni figura è presenza e dissoluzione insieme.
In questo dipinto, il confine tra architettura e atmosfera si annulla: l’artista non dipinge Venezia, ma la sensazione di Venezia — la sua malinconia luminosa, la sua grazia instabile. San Marco Dream non è un luogo, ma uno stato d’animo. È l’eco di una città che continua a respirare nelle sfumature, nelle velature, nelle trasparenze che solo l’acquerello, nelle mani di chi ne conosce la poesia, può restituire.
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