Introspezioni

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Impressionismo: la luce in movimento

…accenni al dialogo con l’arte di Simo**

L’Impressionismo nasce in Francia nella seconda metà dell’Ottocento. Fu un gesto rivoluzionario, un taglio netto con accademia, pose rigide e la retorica storicistica. Artisti come Monet, Renoir, e personaggi diventati molto famosi decidono di uscire dagli atelier e incontrare il mondo là dove accade, dipingendo en plein air, lasciando che la luce, l’aria e l’emozione del momento entrino direttamente sulla tela.

Il loro nuovo modo di vedere il reale non si limitava alla rappresentazione della natura: era una ricerca sulla percezione, sulla vibrazione del colore, sulla fugacità delle sensazioni. Il soggetto non era più il centro: lo diventava la luce, con il suo modo di sciogliere e ricomporre le forme.

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La continuità nascosta:

dall’Impressionismo all’acquerello contemporaneo e le creazioni di Simo

A prima vista, l’acquerello di Simonetta appartiene a un mondo diverso: un linguaggio più leggero, rapido, essenziale. Eppure, sotto la superficie, si percepisce una parentela profonda con il cuore dell’Impressionismo:

il faro dei ricordi
 
La luce come protagonista

…. la luce non illumina, respira. Scorre tra le trasparenze, si adagia sulle velature, anima gli spazi bianchi. Così come Monet lasciava che il bagliore dell’alba o il riverbero sull’acqua destrutturassero le forme, Simo usa l’acquerello per costruire immagini che esistono grazie alla luce, non nonostante essa.

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L’istante catturato

Ogni gesto è definitivo, irreversibile. È pittura dell’attimo, come la pennellata impressionista. In entrambe le visioni, la bellezza risiede nel movimento, nel frammento, nel “qui e ora”.

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Il colore che vibra

Simo non utilizza il colore come riempimento, ma come vibrazione emotiva. Toni che si sfumano, si incontrano e si respingono. È la stessa filosofia dell’Impressionismo: il colore non deve descrivere, deve sentire.

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La poetica del paesaggio

Così come gli impressionisti Simo trasforma il paesaggio in un luogo mentale. Venezia, ad esempio, non è dipinta da lei come semplice scenario, ma come “vibrazione d’acqua”, atmosfera sospesa, corpo emotivo – un approccio probabilmente vicino alla sensibilità di Monet davanti alla Senna.

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Il riflesso dell’Espressionismo nell’opera di Simo
 Pur lavorando con una tecnica lieve e liquida come l’acquerello, Simo porta dentro ai suoi lavori una componente emotiva intensa, a volte segreta, a volte evidente. Il dialogo con l’Espressionismo avviene su piani sottili….
 
 Il colore come emozione primaria

In molte opere, i toni non descrivono semplicemente un luogo, ma ne comunicano l’anima: il rosso che vibra, il blu che si addensa, l’oro che respira. È la stessa logica espressionista: il colore non deve imitare, deve esprimere.

 Le forme che si dissolvono

In certi acquerelli i contorni non sono rigidi, ma si lasciano andare, si deformano con l’acqua. I soggetti appaiono e scompaiono, sospesi. Anche questa è una traccia dell’Espressionismo: la realtà viene filtrata dalle sensazioni.

L’emozione del paesaggio

Se negli impressionisti il paesaggio è luce, negli espressionisti diventa emozione. Simo unisce entrambe le visioni: Venezia che diventa un ricordo, una vertigine di riflessi; la natura che si apre come un respiro colorato; lo spazio che racconta lo stato d’animo.

 Spontaneità del gesto

La rapidità del tratto, la velocità dell’acqua che crea effetti imprevedibili: questa spontaneità richiama il gesto espressionista, un atto immediato, quasi confidenziale tra artista e colore.

 
IL COLORE COME VOCE INTERIORE

La deformazione delle forme, l’uso violento o vibrante del colore, la spinta emotiva sono gli strumenti di un’arte che parla di interiorità, potenza espressiva, sentimenti profondi.

 

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