Gli schizzi di Simonetta nascono come appunti dell’anima: segni veloci, intuizioni, frammenti di luce raccolti prima che svaniscano.
Non cercano la perfezione compiuta, ma la verità dell’istante: una linea, una macchia, un colore appena accennato diventano memoria, emozione, movimento.

Sono opere leggere solo in apparenza. Dentro ogni schizzo vive un pensiero: una città intravista, un riflesso sull’acqua, un dettaglio che chiede di essere custodito.
Qui l’acquerello si fa gesto immediato, quasi diario visivo, dove l’artista lascia affiorare la parte più libera e spontanea del suo sguardo.

Gli schizzi di Simonetta sono piccoli varchi: non raccontano tutto, ma suggeriscono. Non chiudono l’immagine, la aprono.

Schizzi

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