In Schizzo 05 – Borgo in luce, lo spazio urbano è colto nella sua dimensione più lieve e silenziosa.
Le architetture emergono con misura, quasi sfiorate dal pennello: facciate, aperture e un campanile centrale si definiscono per accenni, lasciando alla carta il compito di custodire il vuoto e la luce.
La tavolozza, fatta di grigi caldi, azzurri acquosi e velature terrose, costruisce un’atmosfera rarefatta, sospesa tra memoria e visione. Le piccole figure umane, appena presenti, introducono una vibrazione discreta, come tracce di vita che attraversano il silenzio del luogo.
L’acqua e i riflessi in primo piano ampliano la scena e la rendono mobile, quasi specchiante, trasformando il paesaggio in un’esperienza interiore oltre che visiva.
Architetture leggere e silenzi d’acqua
Il borgo affiora piano, come un ricordo che la luce non ha mai smesso di custodire.


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